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Le teorie sociologiche: Per Durkheim, il totem è il rappresentate percettibile della religione sociale di tali popoli, e personifica la collettività che sarebbe essa stessa il vero oggetto di culto.

A.C. Haddon crede che inizialmente ogni tribù primitiva si alimentasse di una sola specie di animali o piante e che usufruiva anche in commercio, cambiandola con le altre tribù per altre merci.
La popolazione arrivò alla fine a chiamare la tribù con il nome di quell’animale o pianta. 

A tale pensiero è stato però contestato che i primitivi sono onnivori, e lo sono tanto più è basso il loro livello di vita; questa dieta inoltre non può aver dato luogo alla venerazione del totem, caratterizzata dall’astinenza del cibo che esso rappresenta.
 
Spencer e Gillen hanno fatto ricerche tra la popolazione degli Arunta.

Gli Arunta hanno la suddivisione totemica, ma il totem non viene passato per successione, ma determinato individualmente. 

Affermano appunto che in alcune regioni gli spiriti dei morti aspettano la rinascita, e si inseriscono nel corpo delle donne che capitano nei dintorni, e in base a questa indicazione si fissa il totem del bambino, si nota quindi che non hanno compreso che il concepimento è la conseguenza dei rapporti sessuali.

Per di più i clan totemici non sono esogamici, e i freni matrimoniali sono fondati su avanzate divisioni in classi.
La più rilevante forma è che la funzione del clan totemico consta in una cerimonia chiamata intichiuma, che ha il fine di accrescere, per mezzo della magia, parte dell’oggetto totemico commestibile. 

Tale descrizione è utile per capire che in un primo momento il sistema totemico era un’organizzazione pratica, diretta a combattere i naturali bisogni dell’uomo.
Si costruì un’associazione magica con il fine di controllare la produzione e il consumo.
Il divieto di alimentarsi del proprio totem viene dall’osservazione che nessun animale si nutre di appartenenti alla stessa specie. 

Durkheim
concentrò obbiezioni a questo contenuto confermando che i miti così strani, che avevano tanto impressionato Frazer, non dimostravano la primitività degli Arunta, in quanto potevano figurare l’origine del totemismo.
Questi miti confermano che gli antenati degli Arunta si sono un tempo nutriti dei loro totem, ma questi, spiega Durkheim, devono essere ritenuti come rivelazione di desideri proiettati nel passato.

Le teorie psicologiche: La prima teoria che Frazer espresse, gettava le fondamenta sulla credenza dell’anima esterna.
Per Frazen il totem raffigura un rifugio certo, in cui l’anima si sarebbe posata al fine di presentare invulnerabile l’individuo, che di conseguenza protegge il portatore della sua anima.
In seguito all’ipotesi sociologica, Frazer pensa che quest’ultimo sia troppo “razionale” in quanto era troppo articolata per essere primitiva. 

Egli ricercava un motivo più semplice, una credenza popolare primitiva da cui avesse origine il totemismo, e la trovò basandosi sulla teorie del concepimento degli Arunta.
Quando una donna si sente di diventare mamma, rivela che uno spirito si è inserito dentro di lei per reincarnarsi in ciò che sta per nascere, che prenderà il nome del totem degli spiriti che abitano in questo luogo. 

Questo però non spiega il totemismo in quanto ne presuppone già l’esistenza.
Però se si accetta che la donna credesse che l’animale, la pianta o l’oggetto che occupasse la sua mente nel momento in cui essa si è sentita madre, fosse penetrato in lei per nascere in forma umana, allora l’identità di un uomo con il suo totem ne farà derivare tutti i divieti totemici. 

Il totemismo dovrebbe essere una creazione femminile.
Si può orientare un’obbiezione a questa teoria, in quanto in molti casi gli Arunta si avvalgono anche della discendenza in linea paterna.

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Anonimo
02/03/2014 - dire ' grazie ' è poco, ma non trovo altri termini per esprimere la mia gratitudine

Anonimo
12/01/2014 - grazie per questi appunti!

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