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Analisi dei Promessi Sposi
 Analisi Cap. 1 Il primo capitolo de ...
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 Analisi Cap. 1

Il primo capitolo de “I Promessi Sposi” è come la rappresentazione generale di tutto il romanzo. È ricco di sequenze riflessive e dialogate. Questo capitolo può essere visto anche come l’inizio di una composizione, che ne contiene tutti i temi sviluppati in tutti i restanti capitoli; in quanto contiene i temi principali che saranno protagonisti dell’opera. 

La prima sequenza è molto lunga e lenta, in questa viene presentata la situazione e il luogo in cui si svolgerà la vicenda, cioè <<Quel ramo del lago di Como…>>. La descrizione è lenta ed approfondita, l’autore utilizza la tecnica dello zoom, prima dall’alto verso il basso e poi dalla descrizione degli elementi da sinistra verso destra, andando sempre dal generale al particolare. 

La visione, il paesaggio che rappresenta il Manzoni sembra essere la stessa che vedeva dalla casa in cui egli passava le vacanze durante la sua infanzia. Da qui cambia sia l’ambientazione sia il metodo di narrazione. Si passa ad una sequenza narrativa, Il ritmo aumenta e, sulle strade del paesino di Acquate, ci si imbatte nel primo vero personaggio e cioè don Abbondio. L’autore ne fa una rapida descrizione attraverso il nome, lo stato sociale, i movimenti, i gesti e gli atteggiamenti, delineandone così la figura; e dalla sua presentazione si evince già che egli non è certo una persona coraggiosa. 

In seguito, descrive il suo incontro due losche figure, i bravi, o almeno così si può intendere dal loro atteggiamento.Di questi personaggi il Manzoni fa una descrizione dettagliata utilizzando la tecnica narrativa dall’alto verso il basso. Finito il suddetto dialogo, inizia la quinta sequenza, una sequenza riflessiva, infatti è la digressione sui pensieri di don Abbondio dopo il fatidico incontro. In questo caso il prete deve far fronte a due prospettive diverse; quella più ampia che include il sistema sociale in cui vive e quella profonda che racchiude il suo mondo interiore.

L’ultima sequenza è nuovamente un dialogo, questa volta il curato non parla con i bravi ma con la persona di cui si fida di più, Perpetua la sua domestica. Ella, al contrario di don Abbondio, ha un carattere forte e in breve tempo, riesce a farsi raccontare il fatto. Il ritmo, da come si può notare dall’alternarsi delle sequenze narrative e riflessive è mutevole. 

Nella prima sequenza, come anche nella terza e nella quinta, il ritmo è pacato e lento ed è solo il narratore a parlare. Mentre nelle altre tre il ritmo aumenta ed è molto più veloce, egli parla in terza persona non partecipando alla vicenda, però è onnisciente, infatti conosce ogni cosa che riguarda i personaggi, persino i loro pensieri, come ad esempio quelli di  don Abbondio dopo il dialogo con i bravi. Il personaggio principale di questo capitolo è sicuramente don Abbondio, egli entra in scena al tramonto mentre sta facendo le sue orazioni; dai suoi movimenti il Manzoni ci fa capire che don Abbondio era un uomo abitudinario e che non si aspettava nessuna novità. Era un uomo disposto a cedere alla violenza; infatti risponde ai bravi dicendo che per lui celebrare il matrimonio è una pura incombenza. Non dimostra di nutrire nessun affetto nei confronti dei due giovani promessi sposi, che sono da anni suoi parrocchiani. Egli si sente sempre una vittima proprio per questa sua paura. Nel capitolo si possono anche comprendere le cause per cui egli sia diventato sacerdote che di sicuro non fu per vocazione. Sono stati i suoi genitori ad indirizzarlo alla vita sacerdotale per appartenere ad una classe ricca e poter “essere tranquillo”.

E don Abbondio ha fatto di questa tranquillità la sua filosofia di vita; mentre il suo “sistema di vita” è la neutralità; egli infatti stava sempre con il più forte, ma cercava anche di non mettersi contro l’altra parte. Altri personaggi importanti di questo capitolo sono i bravi, dei quali il narratore fa una descrizione nella seconda sequenza. Questi sono i servitori di don Rodrigo, un signorotto spagnolo innamorato di Lucia, che cercava di impedirne il matrimonio con Renzo. Avevano entrambi i baffi arricciati in punta, una cintura lucida di cuoio, e a questa attaccate due pistole; come collana un corno polveroso e, da un taschino dei pantaloni fuoriusciva un coltellaccio; avevano anche una lunga spada.

Al tempo di Manzoni, prima metà dell‘ 800, questi erano ormai scomparsi ma nel periodo di ambientazione della vicenda erano presenti, e l’autore, per verificarne la veridicità, trascrive nel testo alcune grida contro questi uomini redatte negli anni precedenti la vicenda, ad eccezione di una, del 1632. Questa prolessi evidenza ancora di più la presenza di questi personaggi. Un altro personaggio di questo capitolo è Perpetua, la serva di don Abbondio. Era una serva affezionata e fedele, che sapeva ubbidire e comandare, in base all’occasione, tollerava il brontolio del padrone, e faceva tollerare le proprie. È chiaramente più forte caratterialmente di don Abbondio e, per questa sua forza riesce a farsi spiegare dal curato in quale guaio si è cacciato. Un suo difetto però è quello di essere pettegola, infatti è per questo motivo che il suo padrone, all’inizio, è un po’ restio a raccontarle la verità.

I temi di questo capitolo saranno poi ripresi in tutto il romanzo essendo questi l’ingiustizia e l’indegnità morale. Con la prima, in questo capitolo, ci si rivolge ai bravi e a don Rodrigo, i quali con la forza riescono ad avere la meglio sul povero ed umile curato. Il tema dell’ingiustizia è presente anche nella prima sequenza del capitolo, quella della descrizione del luogo, dove Manzoni fa riferimento, con la sua solita ironia, ai soldati spagnoli molestavano le fanciulle e le donne. Con l’indegnità morale ci si rivolge invece a don Abbondio, il quale non varierà il suo carattere durante tutto il romanzo. Il suo sistema consisteva principalmente nell’evitare tutti i contrasti, e nel cedere se non poteva evitarli. Anche con i bravi, temendoli, non riesce a ricoprire il suo ruolo, cioè quello di curato, infatti non li affronta decidendo di accettare la proposta dei malintenzionati, non sposando i due giovani protagonisti.

 
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12/01/2014 - barbarasavoia@gmail.com

Guest9008
31/01/2013 - Ottima:)

Guest92512
28/01/2013 - L'ultima parte è più soddisfacente

Guest13598
21/01/2013 - non è una buon analisi

Guest80425
16/01/2013 - cerco l analisi non va bene fa pena
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