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A scuola fino ai 16 anni!
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22/01/2008
A scuola fino ai 16 anni!
Biennio obbligatorio: come e perchè.

A scuola fino ai 16 anni!
Con l’anno scolastico 2007-8 parte l’innalzamento dell’obbligo di istruzione fino a 16 anni previsto dal Decreto Ministeriale emanato da Fioroniil 3 ottobre 2007 per adeguare la normativa italiana ai sistemi educativi europei, secondo quanto previsto dall'iter di integrazione stabilito dal Trattato Internazionale di Lisbona del 2000. La nuova normativa modifica il precedente obbligo scolastico a 15 anni (il controverso “diritto/dovere” all’istruzione) previsto dalla la Riforma Moratti del 2003, che aveva anche introdotto la possibilità di frequentare dei corsi di Formazione Professionale per completare l’istruzione superiore. Fioroni prevede invece un obbligo di frequenza di un biennio successivo alla Scuola Media da frequentarsi in una Scuola Superiore (liceo o istituto tecnico) oppure in un Istituto di Formazione Professionale che riconosca crediti equivalenti. L’altra novità è che la gestione della Formazione Professionale viene affidata alle singole Regioni, che sono quindi libere di organizzare i corsi per le professionalità più richieste sul territorio e gestirne finanziamento: ad esempio, in Lombardia è stata istituita la “Dote di formazione”, cioè un contributo tra i 4.500 e i 2.500 euro l’anno per chi si iscrive ad un ciclo di Formazione Professionale per ottenere una Qualifica triennale o un Diploma di quarto anno. Viene data anche la possibilità di istituire a livello provinciale dei "Poli tecnico-professionali", dei consorzi che riuniscono e coordinano gli istituti Tecnici e Professionali insieme alle strutture formative accreditate per il conseguimento di qualifiche professionali (gli attuali percorsi triennali) e ad un nuovo tipo di Istituti di Formazione Tecnica Superiore (non ancora attivi), progettato come percorso alternativo all’Università. Il Decreto di Fioroni prevede inoltre che già nei prossimi anni l’obbligo venga portato fino ai 18 anni di età, adeguando il sistema italiano ad una misura in vigore nella maggior parte dei paesi economicamente avanzati. Tanto per stare nella vecchia Europa, infatti, va considerato che l’Italia era l’unico paese in cui l’obbligo era fermo ai 14 anni: in Portogallo, Irlanda, Grecia, Lussemburgo e Austria è a 15 anni, mentre in tutti gli altri paesi (Est europeo compreso) è almeno a 16 anni, ed addirittura in Germania, Danimarca, Olanda e Belgio è a 18 anni già dagli anni sessanta e settanta. Un confronto con i paesi europei può diventare utile per cogliere la novità dell’intervento sull’obbligo scolastico: in tutti i paesi UE dopo la Scuola Media si può andare in Formazione Professionale, ma occorre precisare che nei sistemi europei la scuola media italiana è l’unico ciclo medio che duri tre anni, dagli 11 ai 14 anni di età: in Europa, infatti, la Scuola Media coincide con la conclusione dell’obbligo scolastico a 15 o a 16 anni. In Europa infatti la Scuola Media, sotto nomi diversi (college, educaciòn secundaria obbligatoria, comprehensive school, secondary school, gymnasios) o, come nei paesi scandinavi, nella forma di “ciclo superiore” della primaria, dura quattro o cinque anni, coprendo un’età che va dai 10 ai 15 anni (Germania), o dai 12 ai 16 (Spagna, Belgio, Scozia) o dagli 11 ai 16 (Inghilterra e Galles) o dagli 11 ai 15 (Francia, Svizzera), o dai 13 ai 16 (Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia), o dai 12 ai 15 (Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo). Non si pone dunque in questi Paesi la questione se l’obbligo scolastico debba essere assolto nella scuola o fuori di essa, ad esempio nella Formazione Professionale. Tanto più che in questi Paesi anche la Formazione Professionale dei giovani è prevalentemente concepita come apprendistato scolarizzato, vale a dire come mix di lavoro a tempo parziale e scuola a tempo parziale, in cui si entra di fatto dopo il 16° anno di età. Fanno eccezione Francia, Belgio e lSpagna, dove è previsto che si possa entrare in corsi di Formazione Professionale o di avviamento al lavoro anche senza aver terminato le Scuola Media, ma solo dopo averne superato l’età limite di 15 o 16 anni senza successo. Per converso in paesi come Germania e Svizzera, dove la Scuola Media termina a 15 anni, il primo anno di apprendistato o di formazione professionale è ancora un anno totalmente di scuola. In Europa dunque il ciclo intermedio copre già grosso modo un’età che nel caso italiano è coperta dalla Scuola Media più il biennio iniziale della Secondaria Superiore, e praticamente quasi ovunque risponde a quello che i francesi hanno definito come un biennio di osservazione ed orientamento. Fa eccezione la Germania, dove “l’orientamento” è immediato e forzoso, determinato in base ai risultati scolastici in uscita dalle elementari (a 10 anni) e canalizzato fin dalla relativa prima Media o in un Gymnasium (pre-liceale), o in un’Hauptschule (pre-professionale) o in una Realschule (pre-tecnico) oppure in una Gesamtschule (comprensiva). In Francia, Belgio e Svizzera (ed in tal senso sembra ultimamente orientarsi anche la Spagna) la Scuola Media si divide in un ciclo uguale per tutti nei primi anni e in un ciclo parzialmente differenziato nella fase terminale: in Francia l’ultimo biennio è diviso in tecnologico e generale, in Belgio in generale, tecnico e artistico, in Svizzera in generale, tecnico e professionale. L’accesso a queste due o tre pre-canalizzazioni è però libero e la loro scelta non è vincolante per il percorso successivo. La creazione di un sistema educativo “coordinato” è uno dei principali traguardi verso le verifiche internazionali sul livello di formazione ed istruzione raggiunti dagli italiani (come ad esempio il Rapporto OCSE-Pisa) dimostrano che ha ancora davanti a sé un lungo percorso da compiere.

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Autore: ValentinaV
 


SCELTI PER VOI !
Sito della Commissione europea, sezione Istruzione.
Ministero della Pubblica Istruzione - Iscrizioni 2008
Testo della legge 80 sull'obbligo scolastico
Info sul Trattato di Lisbona del 2000, sul sito del Ministero degli Esteri

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Silvia S.
23/01/2008 - Io concordo, siamo troppo arretrati rispetto al resto dei paesi europei! Speriamo però che oltre alla forma ci siano anche i contenuti

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