Lo dice il Financial Times, che è una vera e propria istituzione in materia di business, lo dimostrano le classifiche, il Master in Business Administration non è più made in USA only.
Se le americanissime Warthon, Harvard, Columbia rimangono ai vertici della top-ten, le scuole europee avanzano baldanzose nella classifica. Perche? Perchè stanno diventando più competitive, offrendo programmi e pacchetti di corsi simili a quelli che si hanno Oltreoceano. C'è poi il fattore mobilità: il Vecchio Continente si è svegliato un po' fuori, sembra più arzillo, anche grazie alla new economy, capace di portare anche qui all'accelerazione dei mercati finanziari.
Ma quali sono i fattori per cui l'autorevole giornale di business e finanza guarda con attenzione alle B-School europee? Questa è una buona domanda, perchè, ovviamente, i parametri utilizzati nello stilare la classifica sono fondamentali ai fini della classifica
stessa.
Innanzitutto, rispetto all'anno scorso è cambiato il parametro di classificazione a cui dare più peso. Prima contava la percentuale di assunzione (comunque molto alta in tutte le scuole) a 3 mesi dalla fine dell'MBA. Nel 2002 invece è la stima dello stipendio di un manager a 3 anni dall'MBA ad avere più valore (vedi ultima voce della tabella).
Il criterio dei soldi è stato scelto, spiega Parminder Bahra sul Financial Times, perchè riflette in modo diretto il rapporto tra spesa/guadagno di chi affronta un MBA, mostrando ciò che ritorna nelle tasche dello studente al termine del master. Il risultato, quindi, è quello di dare l'ammontare del guadagno per ogni dollaro speso durante i due anni di corsi full-time (rata universitaria, due anni senza salario, spese di mantenimento).
La classifica cambia leggermente a seconda dei parametri utilizzati. Se si guarda alla qualità dei corsi, la francese Insead è imbattibile per quanto riguarda il marketing, la Imd svizzera è consigliata a coloro che hanno già molti anni di carriera alle spalle, la London Business school gareggia con gli USA nel campo della finanza (batte persino le statunitensi Berkekey e Yale)...
Parametro che usi, classifica che trovi, insomma...ma come lascia intendere Mario Mazzoleni, dirigente del programma MBA della Bocconi da più di 15 anni, la cosa più importante è insegnare alle nuove leve a riconoscere la vera passione che li anima. In base a questa, e a quello che si vuole fare, bisogna scegliere la scuola.
L'MBA è come il maglione preferito...quello che, se si indossa, ci fa subito sentire a nostro agio.