Questa trattazione è stata scritta da una persona che frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia a Trieste, quindi le indicazioni che vengono date sono tarate per gli esami della facoltà di Lettere, ma ho spesso riscontrato che tutti coloro a cui le ho date (verbalmente, perché è la prima volta che le metto per iscritto) sono stati felicissimi di riceverle, anche se frequentavano altre facoltà o università. Tali indicazioni valgono comunque solo per materie umanistiche.
Introduzione
Conosco gente che ha mandato a vuoto un paio di sessioni solo perché non conosceva il modo giusto di affrontare gli appelli. Ecco alcune piccole strategie che possono farvi risparmiare un sacco di fatica! Queste strategie le ho vissute sulla mia pelle, quindi ne garantisco il funzionamento.
Fase uno: scelta degli esami
Avete degli esami a scelta nel piano di studi? Attenzione! Prima di prendere una decisione definitiva, informatevi sul loro grado di difficoltà. E’ vero che in teoria dovreste scegliere gli esami che vi piacciono e non quelli che sembrano facili, tuttavia esistono dei docenti che possono rendere i loro esami dei veri scogli da superare, per cui rischiate di sprecare intere sessioni e la vostra sanità mentale nel tentativo di superare un esame che avreste potuto evitare!
Fase due: il mio nome è Sherlock Holmes
Una volta scelto l’esame, svolgete alcune piccole indagini.
Prima indagine: cercate di scoprire se il professore, durante gli appelli, fa differenza tra frequentanti e non frequentanti. Per la cronaca, i frequentanti sono quelli che frequentano le lezioni (una volta ho conosciuto una persona che non lo sapeva!). Un modo agevole di condurre le vostre indagini è andando a vedere un appello. In questo modo saprete se è il caso di frequentare a tutti i costi o se potrete invece permettervi di saltare le lezioni, magari dedicandovi ad un altro corso (infatti a volte gli orari dei corsi si accavallano). Alcuni professori hanno persino la mania di far firmare le presenze ai corsi anche se si tratta di corsi a frequenza non obbligatoria! Cosa significa “far differenza tra frequentanti e non frequentanti”? In parole povere, se avrete frequentato le lezioni, al momento dell’esame il simpatico individuo vi stenderà il tappetino rosso o perlomeno vi tratterà con un certo riguardo. Se non avete frequentato… ahi ahi ahi!
Seconda indagine: informatevi su quanto sono importanti gli appunti della lezione. Ci sono certi professori che chiedono solo gli appunti e stendono il programma d’esame infilandoci dentro libri di cui vi domanderanno solo quello che hanno detto in classe.
Terza indagine: il professore ha degli argomenti preferiti che chiede più degli altri? Ci sono degli autori che proprio non sopporta?
Fase tre: come fare se ci sono dei libri “a scelta tra…”?
Nei libri a scelta può essere che il professore inserisca uno dei saggi che ha scritto. Non è detto che, se non scegliete quel libro, se la prenderà a morte! Questo lo scoprirete sempre nella famosa fase di indagini. In linea di massima, è pericoloso scegliere un libro scritto dal professore che vi fa l’esame, perché lui conosce vita, morte e miracoli di quel libro e vi potrebbe fare delle domande molto dettagliate.
Fase quattro: studio matto e disperatissimo, ovvero “voglio diventare gobbo come Leopardi”
Vi consiglio questo metodo di studio che con me ha sempre funzionato benissimo. Ricordate che per certi esami è meglio studiare gli appunti prima dei libri, per altri va fatto il contrario. Chiedete consiglio ai colleghi che hanno già superato l’esame!
1) Fate il calcolo del totale di pagine che avete da studiare e dei giorni che avete a disposizione per preparare l’esame.
2) Calcolate che, di quei giorni che avete a disposizione per preparare l’esame, è meglio che ne lasciate cinque per il ripasso.
3) Dividete il numero di pagine da studiare per il numero di giorni che avete ottenuto sottraendo il tempo per il ripasso (i giorni di ripasso sono utili anche perché capita sempre di avere qualche impegno imprevisto che fa perdere un giorno o due di studio, quindi è sempre bene calcolare in anticipo del tempo extra)
4) Prima di mettersi a studiare, sarebbe bene che abbiate già letto in anticipo tutti i libri, sottolineando le parti che ritenete interessanti in modo da avere un’idea generale del loro contenuto. Poi potete incominciare a studiare nel dettaglio.
5) Consideriamo, per esempio, che abbiate deciso di studiare 40 pagine al giorno. Prima leggetele tutte e quaranta, sottolineando eventuali cose che vi erano sfuggite ad una prima lettura. Poi fate uno schema molto sintetico (la “sinteticità” dipende dalle vostre indagini sul tipo di domande che fa il professore… ricordatevi che in linea di massima i professori non conoscono a memoria il contenuto dei libri che danno da studiare! Quindi non andate a studiarvi ogni riga!). Gli schemi sono molto utili perché permettono di studiare e ripassare molto velocemente.
6) Una volta terminato lo studio, ripassate nei giorni rimasti. Un buon metodo è cercare di fare un ripasso per argomenti, al fine di vedere se riuscite a fare dei collegamenti tra quello che avete studiato.
Fase cinque: dove mi iscrivo?
Certi professori hanno la cattiva abitudine di occultare il foglio dell’appello in posti strani. Prima che finiscano le lezioni, chiedete al professore dove verrà esposto il foglio. Non è sempre scontato che lo sappia! Se si tratta di un supplente, potrebbe essere che prima assuma un’aria perplessa e poi dica che se ne occuperà l’università. Per quanto mi riguarda io frequento l’università di Trieste e qui le segreterie non si occupano mai di queste cose: fate prima a offrirvi come volontari per appendere il foglio. Così potrete sfruttare questa occasione per mettervi in cima alla lista (sempre che lo desideriate)!
Fase sei: il fatidico momento!
Anche se magari sarete paralizzati dalla paura, le buone maniere non vanno dimenticate! Salutate sia il professore che gli assistenti. Se dite un “buongiorno” generale guardando il professore, gli assistenti potrebbero offendersi. Salutando anche loro, dimostrate rispetto e vi conquisterete almeno un minimo di simpatia nei vostri confronti.
Cercate di parlare con calma (se parlate lentamente, avete anche più tempo per pensare!).
In caso di emergenza
Vi rendete conto che vi servono ancora un po’ di giorni per studiare? Provate a mettere il vostro nome in fondo alla lista… forse il prof rimanderà il vostro appello a qualche giorno più tardi perché ci sono troppe persone!